PIACERE, FEDERICO

 

Ho molti interessi, sono appassionato della vita che vivo e che mi resta da vivere. Adoro la mia famiglia, mi concedo pochi vizi, poco alcool, zero fumo e tanta felicità.
Ho abbandonato per istinto la cucina onnivora, lasciando ad altri il cibarsi di cadaveri animali, a cui sopperisco cibandomi di tanta pasta, verdure e pizza!
Mi piace dannatamente il mio lavoro, non potrei vivere senza, anche se devo sacrificare purtroppo la mia famiglia con le mie assenze.
Sono un inguaribile romantico, mi piace avere rispetto degli altri, soprattutto di chi parte svantaggiato e mi vedo spesso come un “bastian-contrario” per devozione ai miei principi.
Penso che la Natura debba essere difesa e non calpestata, non sopporto la prepotenza e vivrei solo di patatine fritte.

“Chi non viaggia, non ha mai vissuto” è uno dei miei detti più cari: ho studiato per passione la storia del Vietnam, mi piaceva correre in moto ma questo è un altro discorso.
Sarei andato volentieri a vivere in un’altra nazione, ma non l’ho fatti, cercherò però di spingere le mie figlie a farlo quanto prima. L’Italia non è un paese per giovani e non lo sarà mai.
Guardo alla tecnologia con moltissimo interesse, sono un autodidatta, per quanto mi è possibile. Passeggiare sotto la pioggia senza ombrello mi fa sorridere mentre mi dico quanto sono bambino.
Sono un blogger per diletto, con poche idee sulla carta ma tante frenesie nella mente.
Vivo la vita di qualsiasi altro uomo “normale”, con due figlie che ti privano di ogni minima energia ma poi quando loro riposano, ti senti come un veterano appena uscito miracolato da una battaglia sul campo.


LA MIA STORIA

 

La mia storia? E’ un po’ lunga da scrivere in due righe. Ma ci provo.
I primi anni li ho passati tra Milano e Genova per il lavoro prima di mio padre, poi di mia madre finendo in qualche piccolo comune del Cremonese (Martignana di Po, Trescore Cremasco e Crema). Tornato a Parma dopo vari anni dalla mia nascita, mi fermo dai miei nonni materni per frequentare le scuole medie.

Ho trascorso la mia adolescenza in maniera alquanto frenetica: i cambi di casa e traslochi erano frequenti e gli amici che mi facevo li perdevo con gli spostamenti. Erano gli anni in cui d’estate ritornavo a casa e trascorrevo le estati agli Asinari, una fattoria nel Cremonese rimasta nel cuore, dove si viveva a contatto con la natura e gli animali. Ricordo ancora che assistevo alla mungitura delle mucche, la trebbiatura del grano, le alzate in piena notte per andare a fare il “trinciato”, guidare il trattore per aiutare lo zio, fare la doccia sotto i getti d’acqua che innaffiavano i campi coltivati e tanto altro.




LA MIA FAMIGLIA

Mi dico spesso che la gioia più grande che potessi avere nella vita era quella di avere una famiglia come questa.
Non è una famiglia “perfetta” come potreste pensare, ma una migliore non l’avrei potuta costruire.
Ovviamente i meriti non sono tutti nostri ma ognuno di noi, con la propria funzione ed identità, contribuisce a rendere sempre vivo questo micro-cosmo fatto di regole proprie.